{"id":3611,"date":"2016-09-19T18:26:04","date_gmt":"2016-09-19T16:26:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isolasalento.org\/?p=3611"},"modified":"2016-09-19T18:26:04","modified_gmt":"2016-09-19T16:26:04","slug":"xylella1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/2016\/09\/19\/xylella1\/","title":{"rendered":"Xylella: dalla scienza pi\u00f9 dubbi che certezze"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>Francesco Sylos Labini<\/strong>, da <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/micromega-6-2016-chi-siamo-almanacco-della-scienza-presentazione-e-sommario\/\">MicroMega 6\/2016<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Abbattere ulivi secolari \u00e8 una decisione straordinaria che dovrebbe essere presa solo alla luce di evidenze scientifiche indiscutibili. Non \u00e8 questo il caso della vicenda ulivi in Puglia. I dati che abbiamo, infatti, alla luce degli scientificamente imprescindibili \u2018postulati di Koch\u2019, non consentono di affermare con ragionevole certezza che il responsabile della malattia sia il batterio Xylella fastidiosa.<\/em><\/p>\n<p>Da qualche anno a questa parte, \u00e8 stato notato che vari alberi di ulivo nel Salento sono affetti da una malattia che ne causa il disseccamento. Questa malattia \u00e8 stata chiamata \u00abComplesso del Disseccamento rapido dell\u2019olivo\u00bb (CoDiRo) e la sua origine sembrerebbe dovuta, secondo alcuni, a un batterio, la <em>Xylella fastidiosa<\/em> (Xf). La \u00abcura\u00bb per bloccare l\u2019\u00abepidemia\u00bb, di conseguenza, corrisponderebbe al taglio degli ulivi infetti o di quelli situati vicino a quelli infetti. Non \u00e8 mia intenzione ripercorrere le diverse tappe di questa intricata vicenda, che ha visto anche l\u2019intervento della magistratura che ha messo sotto inchiesta alcuni ricercatori per diverse ipotesi di reato, e che ovviamente ha richiesto a pi\u00f9 riprese scelte da parte dei decisori politici, sia a livello regionale pugliese, sia a livello nazionale che anche a livello europeo sollevando polemiche di vario tipo (<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/xylella-la-scienza-la-magistratura-i-comitati-dibattito-tra-antonia-battaglia-e-marco-cattaneo\/\">si veda la discussione tra Antonia Battaglia e Marco Cattaneo<\/a> pubblicata su <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/micromega-52016-in-edicola-dal-21-luglio-presentazione-e-sommario\/\"><em>MicroMega<\/em> 5\/2016<\/a> per maggiori dettagli). Vorrei invece concentrarmi su alcuni aspetti delle evidenze scientifiche date per solide e acquisite e che invece mi hanno lasciato piuttosto perplesso.<\/p>\n<p>La faccenda, apparentemente, potrebbe sembrare molto chiara: gli ulivi malati sono infettati dal batterio Xf, trasmesso tramite un insetto vettore (chiamato, in gergo, \u00absputacchina\u00bb), che porterebbe l\u2019agente patogeno, e con esso la malattia, da un ulivo all\u2019altro. Per fermare l\u2019epidemia, non essendo possibile \u00abvaccinare\u00bb gli ulivi, \u00e8 necessario tagliare sia quelli infetti sia quelli prossimi agli infetti. Tutto chiaro? Non tanto. Nonostante le varie pubblicazioni scientifiche e i rapporti commissionati dalla Regione Puglia, dal ministero delle Politiche agricole, dalla Commissione europea e finanche dall\u2019Accademia dei Lincei, rapporti che sembrano mettere in chiaro in maniera definitiva la parte scientifica di questa vicenda, a mio parere permangono dei dubbi basilari cui non sono stato in grado di trovare una risposta soddisfacente. Poich\u00e9 mi sono convinto che questi dubbi non siano soltanto miei personali e che non sia evidente trovare una risposta semplice, ho pensato d\u2019illustrarli qui di seguito sperando che sia possibile fare chiarezza sui dati scientifici della questione Xf \u2013 su cui, appunto, poggia tutta la politica d\u2019intervento per contenere la malattia degli ulivi.<\/p>\n<p>In particolare vorrei soffermarmi sul punto centrale della pericolosit\u00e0 del batterio Xf: la prova che questo sia la causa della malattia degli ulivi. Se le conseguenze della sua pericolosit\u00e0 per gli ulivi sono, infatti, straordinarie, ci si aspetta che le prove scientifiche che mostrano la pericolosit\u00e0 della Xf siano altrettanto straordinarie. Secondo il recente documento dell\u2019Accademia dei Lincei (Rapporto Xylella, pubblicato il 23 giugno 2016, <em>goo.gl\/0Mp21m<\/em>), che presenta una rassegna della letteratura disponibile a oggi, \u00abl\u2019agente causale della malattia \u00e8 <em>Xylella fastidiosa<\/em>, una conclusione che abbiamo accettato come non pi\u00f9 discutibile\u00bb.<\/p>\n<p>Per stabilire il nesso causale tra Xf e malattia bisogna dimostrare i quattro postulati di Koch (dal nome dello scienziato che li ha formulati) che sono quattro ragionevoli criteri necessari per stabilire l\u2019esistenza di una relazione causale tra un agente patogeno e una malattia. Il primo postulato asserisce che il microrganismo (cio\u00e8, in questo caso, il batterio Xf) debba essere trovato <em>in<\/em> <em>abbondanza<\/em> in tutti gli organismi colpiti dalla malattia<em>, ma non<\/em> debba essere trovato in organismi (ovvero ulivi nel nostro caso) sani. Il secondo postulato asserisce che il microrganismo debba essere isolato da un organismo malato e poi debba essere cresciuto in coltura pura in laboratorio. Il terzo postulato asserisce che il microrganismo coltivato debba causare la malattia quando \u00e8 introdotto in un organismo sano. Infine, il quarto postulato asserisce che il microrganismo debba essere re-isolato dalla pianta infettata sperimentalmente in cui \u00e8 stato inoculato di proposito e identificato come identico a quello specifico agente causale originale.<\/p>\n<p>Il primo postulato implica dunque la presenza di correlazione: tutte le piante malate devono presentare il batterio e tutte quelle sane non lo devono avere. Questo \u00e8 il primo punto critico. Nella figura 1, che riproduce una tabella estratta da uno dei due pi\u00f9 recenti Audit effettuati dalla Commissione europea in Puglia, troviamo che su un campione studiato di 20.381 piante d\u2019ulivo (che corrisponde al campione pi\u00f9 numeroso per il quale si conoscono i dati) ci sono 987 alberi con sintomi della sindrome CoDiRo e 19.819 senza sintomi. Dei primi sono positivi al batterio Xf solo la met\u00e0 circa, cio\u00e8 562. Dunque ci sono 425 ulivi che soffrono di sintomi della malattia, ma che apparentemente non sono affetti da Xf. Ci possono essere tre ragioni per questo fatto: la prima \u00e8 che i test diagnostici non sono abbastanza sensibili per rilevare con alta frequenza la presenza della Xf (il che significa che i test diagnostici andrebbero rifatti molte altre volte per rivelare il segnale del batterio, oppure, la seconda ipotesi, \u00e8 che Xf non sia la causa della malattia degli ulivi. Infine ci potrebbe essere la possibilit\u00e0 che la presenza di Xf aumenti all\u2019aumentare della gravit\u00e0 dei sintomi, ma non avendo un\u2019indicazione sulla gravit\u00e0 dei sintomi ma solo sulla presenza di sintomi non \u00e8 possibile ora concludere qualcosa in proposito. In ogni caso il fatto che la met\u00e0 degli ulivi con sintomi sia senza Xf \u00e8 molto peculiare e va contro il primo postulato di Koch: senza una chiara correlazione tra presenza di Xf e malattia non si pu\u00f2 concludere che vi sia anche un rapporto di causalit\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre il rapporto Linceo assume, sulla base dei dati del rapporto dell\u2019Autorit\u00e0 europea per la sicurezza alimentare Efsa (perch\u00e9 a questo fa riferimento quando menziona i postulati Koch e non fa riferimento altri dati non pubblicati), che addirittura il quarto postulato di Koch sul nesso di causalit\u00e0 sia stato dimostrato essere soddisfatto. Leggiamo, infatti, che \u00abil batterio isolato da piante infette, e coltivato in forma pura in laboratorio, una volta re-iniettato in piante sane di ulivo e poligala, \u00e8 in grado di riprodurre i sintomi della malattia, soddisfacendo quindi il postulato di Koch (<em>Efsa Report<\/em>, 2016)\u00bb. Tuttavia nel recente rapporto Efsa, pubblicato il 20 giugno del 2016 (si veda \u00abWorkshop on <em>Xylella fastidiosa<\/em>: knowledge gaps and research priorities for the EU\u00bb,<em> goo.gl\/miUJBF<\/em>), non c\u2019\u00e8 nessuna dimostrazione dei postulati di Koch; \u00e8 scritto chiaramente (p. 21 sezione 3.4.1): \u00ab\u00c8 stato anche menzionato che i metodi di inoculazione possono non riuscire a riprodurre i sintomi o a consentire il successivo re-isolamento del batterio dai sintomi e, quindi, l\u2019insuccesso nella dimostrazione dei postulati di Koch\u00bb. Per questo insuccesso nella dimostrazione dei postulati di Koch nel rapporto si legge anche: \u00abIn particolare con batteri che hanno una crescita lenta e che sono difficili da isolare e mantenere in una coltura pura, i postulati di Koch sono troppo dispendiosi, in termini di tempo, per fornire una soluzione pratica\u00bb (p. 54, sezione 5.3).<\/p>\n<p>Consideriamo ora i risultati di un esperimento controllato per verificare la relazione di causalit\u00e0 tra batterio Xf e malattia che dunque dovrebbe mostrare che i postulati di Koch sono soddisfatti. Nella tabella del rapporto Efsa, qui riprodotta (figura 2), sono riportati i risultati (poco chiari) circa il test del terzo postulato di Koch. Nella prima colonna \u00e8 riportato il tipo di pianta di ulivo su cui \u00e8 stato inoculato il batterio della Xf: questo numero \u00e8 dieci per ogni variet\u00e0 di ulivo considerata, per un numero totale di cinque variet\u00e0 e cinquanta alberi e piantine. Nella seconda colonna si riporta il risultato al test qPCR che \u00e8 necessario per rivelare il batterio Xf; il test \u00e8 effettuato nel punto in cui il batterio \u00e8 stato inoculato, un mese dopo l\u2019inoculazione. Si nota che alcune piante sono negative al test: questo significa che o il batterio \u00e8 scomparso dalle piante o il test non ha funzionato. In effetti, nella terza colonna lo stesso test \u00e8 ripetuto dopo due mesi dall\u2019inoculazione e si nota che per la variet\u00e0 Cellina di Nard\u00f2 ora ci sono dieci piante su dieci che si mostrano positive al test invece che sette su dieci come in precedenza osservato, per la variet\u00e0 Frantoio c\u2019\u00e8 stato un incremento di una pianta, mentre per le altre variet\u00e0 non si nota alcun cambiamento. Nella quarta colonna si riporta il numero di piante infettate fino un po\u2019 sopra il punto d\u2019inoculazione (circa 20 cm) nove mesi dopo l\u2019inoculazione stessa: questo significa che il batterio Xf si sta diffondendo nelle piante. La quinta colonna riporta il numero di piante infette, cio\u00e8 quelle in cui il batterio Xf si \u00e8 diffuso, un anno dopo l\u2019inoculazione. Ad esempio 9 (si presume sul totale di 10) piante di Cellina di Nard\u00f2 e tutte e dieci le piantine di ulivo sono trovate essere positive al batterio Xf.<\/p>\n<p>Il punto che ci interessa \u00e8 capire quante piante positive a Xf sono anche affette da sintomi di disseccamento. Dopo un anno e due mesi, come riporta la sesta e ultima colonna, eccetto una certa variet\u00e0 di ulivi (la Cellina di Nard\u00f2), che mostra sintomi per 7\/8 casi (non \u00e8 spiegato il motivo per cui i casi non sono 7\/10, essendo dieci gli alberi con cui \u00e8 stato iniziato il test \u2013 ovvero perch\u00e9 due piante sono state tolte dall\u2019esperimento), per gli altri tipi di ulivo la malattia si dimostra in 0-3 casi su 10 (possiamo notare che, nei risultati finali, in tutti i casi non compaiono tutti gli alberi su cui si \u00e8 iniziato il test: anche questo \u00e8 apparentemente senza motivazione). In totale su cinquanta piante considerate nell\u2019esperimento, trentotto sono state infettate dal batterio Xf (il 76 per cento) ma solo 13 (il 26 per cento del totale e il 34 per cento di quelle infettate da Xf) sono affette dai sintomi della malattia.<\/p>\n<p>I dati che abbiamo discusso mostrano che, dalle osservazioni di quasi 20 mila ulivi, solo il 57 per cento degli alberi con sintomi \u00e8 anche positivo a Xf; inoltre abbiamo notato che in un esperimento controllato con cinquanta ulivi, solo il 34 per cento degli alberi con Xf mostra sintomi, cio\u00e8 nell\u2019esperimento effettuato il 66 per cento degli alberi positivi a Xf non mostra sintomi di disseccamento un anno e due mesi dopo che il batterio \u00e8 stato inoculato. Questi risultati sono davvero poco \u00abstraordinari\u00bb per giustificare delle misure \u00abstraordinarie\u00bb come l\u2019abbattimento degli ulivi secolari. Non solo non c\u2019\u00e8 nessuna prova dei postulati di Koch per quanto riguarda il nesso di causalit\u00e0, ma anche la semplice esistenza di una correlazione tra presenza della malattia e presenza del batterio Xf (che dovrebbe essere il punto di partenza per ogni altra considerazione circa la pericolosit\u00e0 del batterio Xf per gli ulivi) non ha un supporto solido nei dati). Infatti, i test condotti in laboratorio mostrano che il 66 per cento degli alberi positivi a Xf non sono affetti da disseccamento, fatto che va contro il primo postulato di Koch secondo il quale il patogeno non deve essere trovato negli organismi sani.<\/p>\n<p>Questi fatti possono dunque essere interpretati come evidenze che la Xf non abbia un rapporto di causalit\u00e0 diretto con la malattia e anche come indicazione che gli ulivi possano essere dei portatori sani del batterio. Inoltre questi risultati sono difficilmente compatibili con la conclusione che la Xf aumenti, e dunque sia pi\u00f9 facilmente rilevabile, all\u2019aumentare della gravit\u00e0 dei sintomi, dato che si osservano ulivi sani portatori di Xf. In ogni caso per poter escludere che non vi sia, o confermare che vi sia, in maniera statisticamente pi\u00f9 solida, un rapporto di causalit\u00e0 tra Xf e malattia c\u2019\u00e8 bisogno di un campione pi\u00f9 grande di quello usato nei test descritti sopra (50 alberi).<\/p>\n<p>In questa breve discussione abbiamo considerato solo un aspetto della vicenda <em>Xylella fastidiosa<\/em>, che riteniamo centrale. Vi sono per\u00f2 altri dati ed evidenze di un certo interesse, come ad esempio la modalit\u00e0 di diffusione del batterio che sembra avvenire in maniera puntiforme, colpendo alcuni alberi ma non quelli nelle vicinanze in maniera uniforme, come invece ci si potrebbe aspettare nel caso della propagazione di un\u2019epidemia, o anche il rifiorire di alcuni ulivi malati trattati opportunamente. Per quanto riguarda i dati che abbiamo discusso qui, la nostra conclusione \u00e8 che non si possono che avere dubbi, piuttosto che certezze, sulla pericolosit\u00e0 del batterio Xf rispetto al disseccamento degli ulivi. Questa situazione richiede, dunque, che gli studi scientifici siano non solo pi\u00f9 approfonditi, prima che venga presa una qualsiasi decisione politica, ma anche che scienziati con competenze diverse siano coinvolti nello studio dei dati di questa confusa vicenda in cui troppo spesso si \u00e8 dato per certo e assodato quello che \u00e8 assolutamente tutto da dimostrare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Sylos Labini, da MicroMega 6\/2016 Abbattere ulivi secolari \u00e8 una decisione straordinaria che dovrebbe essere presa solo alla luce di evidenze scientifiche indiscutibili.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2468,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-3611","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-c105-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3611\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2468"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www1.isolasalento.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}